Perché il futuro dell'IA nella sanità richiede la leadership dei pazienti

Perché il futuro dell'IA nella sanità richiede la leadership dei pazienti

      TL;DRDonna R. Cryer sostiene che il settore sanitario sta implementando l'IA senza una rappresentanza significativa dei pazienti nella governance. Propone un ruolo di Chief Patient Officer e avverte che, senza un design incentrato sul paziente, l'industria rischia di ripetere la sua storia di esclusione su larga scala.

      L'intelligenza artificiale sta entrando nel settore sanitario a un ritmo che, secondo Donna R. Cryer, rischia di superare le strutture di governance necessarie per supportarla in modo responsabile. Cryer crede che ospedali, pagatori, aziende farmaceutiche e organizzazioni di salute digitale stiano introducendo sistemi di IA negli ambienti clinici e operativi senza coinvolgere sufficientemente le persone più colpite da quelle decisioni, ovvero i pazienti.

      Cryer, un dirigente sanitario, avvocato, consulente di consiglio e fondatrice di organizzazioni tra cui CryerHealth e il Global Liver Institute, crede che l'industria sanitaria si trovi ora di fronte a una scelta importante. I leader possono ripetere errori di lunga data legati all'esclusione dei pazienti dalle principali decisioni sanitarie, oppure possono utilizzare l'emergere dell'IA come un'opportunità per costruire correttamente le strutture di governance fin dall'inizio.

      “Abbiamo visto i benefici di coinvolgere i pazienti. Ma avere effettivamente pazienti in ruoli di leadership è la prossima frontiera,” condivide. Cryer sottolinea l'evoluzione del coinvolgimento dei pazienti nei trial clinici e nell'innovazione sanitaria come prova che il coinvolgimento dei pazienti migliora i risultati.

      Secondo lei, le aziende farmaceutiche e i sistemi sanitari hanno riconosciuto sempre più che l'inclusione dei pazienti rafforza le strategie di reclutamento e la rilevanza complessiva degli studi clinici. Anche la ricerca ha dimostrato che un design dei trial informato dai pazienti può migliorare l'efficienza del reclutamento e portare a endpoint più incentrati sul paziente, contribuendo a raggiungere l'equità sanitaria. Questi sforzi hanno anche dimostrato di migliorare l'efficacia del reclutamento, migliorare l'adozione clinica, mentre migliorano l'accettazione da parte degli assessori sanitari e dei pagatori.

      Anche con questo progresso, Cryer sostiene che il coinvolgimento dei pazienti spesso rimane posizionato come un esercizio supplementare. “C'è un'esperienza vissuta che porterei nel team C-suite che non puoi comprare, e non puoi addestrare,” dice Cryer. “Devi viverla.”

      Le sue preoccupazioni si sono concentrate sempre più sull'implementazione dell'IA. Cryer osserva che molte organizzazioni sanitarie stanno implementando sistemi di IA senza modelli di governance coerenti o una rappresentanza intenzionale dei pazienti. Crede che l'industria si stia muovendo rapidamente per integrare l'automazione e i sistemi predittivi, lasciando però senza risposta domande critiche riguardanti il consenso, la responsabilità, l'uso dei dati e la supervisione.

      Dal punto di vista di Cryer, queste preoccupazioni sono già visibili negli ambienti sanitari dove i pazienti incontrano sistemi di registrazione IA ambientale e flussi di lavoro guidati da algoritmi senza comprendere appieno come le loro informazioni vengano elaborate o conservate. Crede anche che molti pazienti siano molto più coinvolti tecnologicamente di quanto i leader sanitari assumano.

      “La domanda non è se i pazienti stanno usando l'IA. È come la stanno usando e quali sistemi funzionano meglio,” spiega. Secondo Cryer, i pazienti che gestiscono malattie croniche e complesse stanno già integrando l'IA nelle decisioni sanitarie quotidiane, dall'organizzazione delle cartelle cliniche all'analisi dei dati biometrici e alla valutazione delle informazioni sui trattamenti. I sondaggi hanno mostrato un crescente utilizzo da parte dei consumatori di strumenti sanitari abilitati all'IA, con un adulto su tre che già utilizza l'IA per informazioni sulla salute.

      Cryer crede che le istituzioni sanitarie dovrebbero considerare questo slancio come un'opportunità piuttosto che una responsabilità. “Dobbiamo applicare un design incentrato sul paziente all'IA, e dobbiamo applicarlo rapidamente. Altrimenti, perderemo molto valore nella sanità e molte opportunità per migliorare l'assistenza in modo efficiente,” spiega.

      Le pressioni operative, aggiunge, stanno contribuendo all'adozione rapida dell'IA in tutto il settore sanitario. Le carenze di personale, la pressione finanziaria e le chiusure degli ospedali continuano a mettere sotto pressione i sistemi sanitari a livello nazionale. Cryer riconosce che l'IA può supportare la coordinazione dell'assistenza, l'efficienza amministrativa e la capacità operativa durante un periodo difficile per l'industria. Il suo argomento si concentra su come questi sistemi siano progettati e governati.

      “Se lo fai in modo disordinato senza coinvolgere i pazienti, mancherai il bersaglio,” dice Cryer.

      Parte della soluzione proposta da Cryer prevede la formalizzazione della leadership dei pazienti a livello esecutivo. Ha a lungo sostenuto il concetto di 'Chief Patient Officer', un ruolo di leadership progettato per integrare l'esperienza del paziente direttamente nella strategia organizzativa, nella governance, nella consulenza e nel processo decisionale. Cryer sostiene che molte organizzazioni possiedono già gruppi di insight dei pazienti e risorse di dati della comunità, ma non riescono a sfruttarli appieno.

      Dice: “C'è un intero ecosistema separato di informazioni che manca e che potrebbe essere applicato per risolvere problemi, che tu sia un'azienda farmaceutica, un sistema sanitario o un pagatore.”

      Crede anche che l'implementazione dell'IA debba essere legata a miglioramenti misurabili negli esiti dei pazienti piuttosto che solo a metriche operative. Cryer insiste sul fatto che le organizzazioni sanitarie dovrebbero valutare i sistemi di IA in base al fatto che migliorino l'accesso all'assistenza, identifichino le lacune nel trattamento, supportino l'aderenza e rafforzino gli esiti sanitari a lungo termine.

      Cryer in ultima analisi inquadra il momento attuale come un'opportunità per i leader sanitari di stabilire partnership più forti tra istituzioni, professionisti medici, pazienti e responsabili politici prima che l'infrastruttura dell'IA diventi profondamente radicata nel sistema.

      Il futuro dell'IA nella sanità, dalla sua prospettiva, “siamo in una corsa per vedere se lo spazio sarà plasmato dalla regolamentazione o dal progresso tecnico.” Cryer crede che un altro fattore possa determinare se la tecnologia manterrà la sua promessa: se le persone più colpite dai sistemi sanitari riceveranno finalmente un posto al tavolo prima che l'architettura diventi permanente.

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