La Francia prevede di triplicare le sanzioni per la disinformazione elettorale guidata dall'IA.
TL;DRIl primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato un disegno di legge, previsto al Consiglio dei Ministri a fine luglio, per triplicare le pene per la produzione di contenuti falsi durante le elezioni, estendere una procedura di rimozione di contenuti d'emergenza alle elezioni locali e creare una "commissione per l'informazione pubblica" permanente. L'ha presentato come una difesa contro la manipolazione guidata dall'IA e l'interferenza straniera in vista della campagna presidenziale. I critici sollevano la perenne questione della libertà di espressione su chi decide cosa è falso.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato un disegno di legge per aumentare drasticamente le pene per la diffusione di contenuti falsi durante le elezioni. Ha esposto il piano al Senato l'8 luglio, secondo quanto riportato da Public Sénat, in risposta a una domanda sull'IA nella prossima campagna presidenziale.
Lecornu ha sostenuto che le attuali pene non sono "sufficientemente deterrenti". Ha dichiarato che proporrà di triplicare le pene per la produzione di contenuti informativi falsi durante i periodi elettorali, che ha definito un tempo "sacro" per la democrazia.
Il governo inquadra la mossa come una difesa contro l'interferenza straniera e la manipolazione generata dall'IA. Il senatore Claude Malhuret, la cui domanda ha sollecitato la risposta, ha avvertito riguardo a video manipolati, voci false, personaggi inventati e bugie virali guidate da bot nella prossima campagna.
Il disegno di legge è previsto al Consiglio dei Ministri a fine luglio. Lecornu lo ha descritto come un testo "molto breve", costruito in parte su contributi scritti provenienti da tutto lo spettro politico.
Cosa farebbe realmente il disegno di legge
Oltre a pene più severe, Lecornu ha proposto di estendere una procedura giudiziaria d'emergenza che può ordinare la rimozione di contenuti falsi. Attualmente si applica a votazioni presidenziali, legislative e senatoriali, e lui vuole ampliarla a tutte le elezioni locali.
Ha anche sostenuto la creazione di una "commissione per l'informazione pubblica" permanente per decreto. L'ha descritta come un organo di allerta per la stampa, i giudici e i cittadini quando viene rilevata un'interferenza, piuttosto che un censore.
Il piano si basa sulla legge francese esistente del 2018 contro la manipolazione delle informazioni, che già mira alla disinformazione elettorale. Si affianca a regole a livello dell'UE, inclusi il regime di moderazione dei contenuti della Digital Services Act.
La linea tra protezione e controllo
La preoccupazione creata dai deepfake è reale, poiché i ricercatori hanno dimostrato che i media sintetici possono ingannare anche gli spettatori più scettici. Le piattaforme e i governi si sono affrettati a rispondere, dalle task force di disinformazione elettorale di Meta all'ondata di legislazione che ha seguito incidenti come il diluvio di deepfake di Taylor Swift.
I critici controbattono con un vecchio obiezione alle leggi sulle fake news, ovvero chi ha il diritto di definire cosa è falso. Gli sostenitori della libertà di espressione avvertono che standard vaghi e organi nominati dallo stato rischiano di reprimere il discorso legittimo, specialmente durante le settimane cariche di una campagna.
La Francia non è nuova a questa tensione, avendo precedentemente ordinato alle piattaforme di rimuovere contenuti estremisti entro un'ora, una regola successivamente limitata dalla sua corte costituzionale. Quella storia è un promemoria che le leggi sui contenuti in Francia spesso incontrano limiti giudiziari.
Per ora si tratta di un annuncio, non di una legge, e i dettagli decideranno come verrà giudicata. Se la commissione si rivelerà un segnale di allerta o un collo di bottiglia dipende dalla formulazione che la Francia deve ancora pubblicare.
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Il PM Lecornu vuole triplicare le pene per i contenuti elettorali falsi e creare una commissione per l'informazione pubblica, rilanciando il dibattito su chi decide cosa è falso.
