Adani e Jabil pianificano di produrre attrezzature per data center AI in India

      Adani e Jabil si stanno unendo per produrre hardware AI in India.

      Il Gruppo Adani, conglomerato indiano delle infrastrutture e dell'energia, e Jabil, produttore statunitense di contratti, hanno dichiarato lunedì che intendono formare un'alleanza strategica per costruire una piattaforma hardware per AI e data center verticalmente integrata nel paese. Non hanno fornito alcun numero e l'accordo non è ancora firmato.

      Ciò che vogliono realizzare è l'hardware fisico di un data center AI. Il piano prevede una capacità multi-gigawatt per rack AI ad alta densità, raffreddati a liquido, server, storage e networking, oltre all'equipaggiamento di potenza e raffreddamento che li circonda: unità di distribuzione e refrigerante, trasformatori, quadri elettrici e sistemi termici.

      L'offerta è una fonte unica, end-to-end, dalla progettazione al dispiegamento. Jabil porta 60 anni di esperienza nella produzione e, dopo recenti acquisizioni, competenze in materia di potenza e termica; Adani porta infrastrutture, energia verde, logistica e le proprie operazioni di data center in rapida crescita.

      Perché Adani e Jabil scommettono sull'India

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      Una nuova esenzione fiscale per i data center, che durerà fino al 2047, rende ulteriormente dolci i calcoli sulle esportazioni.

      Per Adani, l'alleanza si inserisce in una vasta scommessa esistente: un impegno di 100 miliardi di dollari per sviluppare 5 gigawatt di data center alimentati da energia verde e pronti per l'AI entro il 2035. Produrre i rack e l'equipaggiamento di potenza a livello nazionale, piuttosto che importarli, consente di catturare una parte maggiore di quella costruzione e, in teoria, vendere il surplus all'estero.

      Gautam Adani l'ha inquadrata in termini epocali, definendo l'AI una "Rivoluzione dell'Intelligenza" e sostenendo che l'India deve essere "un creatore, costruttore ed esportatore di intelligenza", non solo un consumatore.

      L'accordo è un pezzo di un'impennata molto più grande. L'India ha ora attratto oltre 200 miliardi di dollari in impegni per infrastrutture AI, guidati da una promessa di 110 miliardi di dollari da Reliance, con decine di miliardi in più da Google, Microsoft e Amazon; solo la scorsa settimana Meta ha firmato il suo primo accordo per un data center indiano, con Reliance.

      Il paese sta cercando di convertire la sua posizione di grande consumatore di AI in un luogo che costruisce anche l'attrezzatura, lo stesso istinto di sovranità che ora guida la sua spinta per modelli autoctoni.

      La cautela è che finora si tratta di un comunicato stampa. Non ci sono investimenti divulgati, nessun contratto vincolante, e le aziende affermano di essere ancora in fase di negoziazione dei "quadri operativi definitivi". La loro stessa comunicazione avverte che l'alleanza potrebbe non essere mai finalizzata, e il titolo accattivante del "mercato da 3 trilioni di dollari" è la loro inquadratura dell'opportunità, non un impegno.

      L'ambizione è reale e ben temporizzata; se diventerà gigawatt di rack AI prodotti in India, o rimarrà una visione del giorno della firma, dipende da ciò che verrà finanziato e firmato successivamente.

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