L'IA può sostituire l'umanità della musica classica?
Nel ottobre 2021, l'Orchestra Beethoven di Bonn ha interpretato il primo movimento della decima sinfonia incompiuta di Beethoven, completata con l'uso dell'intelligenza artificiale.
Un team di informatici, storici della musica, musicologi e compositori ha sviluppato il 'Beethoven AI' per analizzare lo stile musicale e la vita di Beethoven, utilizzando gli schizzi che ha lasciato della decima sinfonia, oltre a opere di altri compositori che hanno avuto un'influenza notevole sulla sua vita, come Johann Sebastian Bach, per generare pezzi che riflettono ciò che avrebbe composto.
Beethoven AI, come altri programmi di composizione AI, produce musica nello stesso modo in cui ChatGPT produce risultati. Utilizza l'apprendimento automatico e algoritmi per analizzare dati musicali e schemi, e modelli generativi per produrre musica basata su suggerimenti inseriti.
Pertanto, lo strumento AI è stato addestrato dal team di esperti e fornito di tutte le informazioni necessarie affinché potesse comprendere, essere contestualizzato e, infine, essere in grado di creare qualcosa che lo stesso Beethoven avrebbe potuto scrivere.
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L'AI può sostituire la sensibilità e l'umanità necessarie per comporre, interpretare, trasmettere le emozioni o comunicare il messaggio inteso dal compositore?
Evoluzione della musica classica
La musica classica è storicamente stata un dominio di nicchia. È nata nella casa di Gesù come successore naturale dopo la musica corale.
Tuttavia, solo i più privilegiati, quelli di origine nobile o di famiglie legate alla musica, potevano dedicare la propria vita allo studio di uno strumento o alla composizione, e solo coloro che facevano parte dell'aristocrazia avevano il privilegio di goderne.
Col passare del tempo e grazie alla globalizzazione e alla massiccia diffusione delle informazioni, la musica classica si è espansa, permettendo a milioni di persone in tutto il mondo di esserne deliziate.
Piattaforme digitali come Spotify e YouTube offrono a tutti gli ascoltatori l'opportunità di accedere a un'immensa varietà di composizioni e registrazioni attraverso la storia, democratizzando la musica classica.
Allo stesso tempo, i social media consentono ad artisti tradizionali o innovativi di mostrare la loro interpretazione, che si tratti di una performance classica di Campanella di Paganini o di una versione moderna delle Quattro Stagioni di Vivaldi, suonata come una variazione trap.
Tecnologia e AI nell'industria della musica classica
L'introduzione di tecnologie moderne ha rappresentato un'opportunità per l'industria della musica classica di trovare modi innovativi per rimanere rilevante in un mondo in rapida evoluzione.
L'Orchestra Filarmonica di Berlino ha lanciato una sala concerti digitale, una piattaforma di streaming per consentire agli utenti di accedere a molteplici registrazioni e contenuti on demand. Allo stesso modo, l'Orchestra Philharmonia utilizza la Realtà Virtuale per creare un'esperienza immersiva, consentendo al pubblico di godere dei concerti sul palco, tra i musicisti.
Tuttavia, le nuove tecnologie simboleggiano anche una sfida e introducono preoccupazioni sul futuro della creatività umana per le industrie creative, incluso il mondo della musica classica.
AyseDeniz Gokcin, una pianista turca, utilizza l'AI per arrangiare pezzi di compositori iconici, adattandoli alle tendenze moderne o a ciò che potrebbero aver prodotto se vivessero oggi, il che rischia di spostare i compositori contemporanei che cercano di affermare le proprie voci.
AI: Alleato e minaccia
Da una sinfonia completata con l'AI, all'esperienza di ascoltare un'orchestra sul palco con loro, o alla possibilità di ascoltare il tuo compositore preferito in uno stile moderno e personalizzato, la tecnologia porta chiari vantaggi all'industria della musica classica.
Uno studio su 'Composizione musicale con AI' realizzato dal World Journal of Advanced Research and Reviews (WJARR) evidenzia come le tecnologie AI possano migliorare l'efficienza e l'accessibilità, preservare e migliorare pezzi storici e sbloccare nuove possibilità di innovazione nella performance e nell'educazione.
Tuttavia, sfida anche il ruolo dell'arte umana e solleva preoccupazioni sulla mancanza di profondità emotiva, questioni etiche e legali, e i mezzi di sussistenza dei musicisti e compositori di oggi.
L'AI può essere uno strumento potente e un alleato per coloro che sono disposti a lavorare con essa come un'estensione della creatività umana e come un mezzo per esplorare nuovi modi di esprimersi.
Mentre coloro che la vedono come una minaccia possono concentrarsi nel considerare l'AI come uno strumento digitale che non sostituirà mai il tocco dell'umanità, poiché dipende dagli artisti per creare, replicare e generare risultati.
Infine, sta a noi, creatori e pubblico, fare una scelta consapevole su come utilizziamo le nuove tecnologie e preservare l'umanità in un mondo in rapida evoluzione.
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