I chatbot AI creeranno volentieri articoli di notizie false, e i test mostrano che ChatGPT è il peggiore in questo.
Shimul Sood / Digital Trends
I più grandi chatbot AI dovrebbero aiutare le persone a trovare informazioni, non a produrre disinformazione. Ma una nuova indagine suggerisce che separare questi due compiti non è così semplice come molte aziende di AI vorrebbero far credere agli utenti. Una serie di test ha rilevato che diversi chatbot AI leader, tra cui ChatGPT, Google Gemini, Microsoft Copilot e Meta AI, potrebbero essere persuasi a generare notizie false, titoli fabbricati e persino schermate dall'aspetto realistico di noti organi di informazione. Mentre ogni chatbot ha mostrato alcune debolezze, ChatGPT ha riportato le prestazioni peggiori, producendo il contenuto falso più convincente con sorprendentemente poco sforzo.
I risultati provengono da un'indagine della redazione tedesca CORRECTIV, che ha testato come gli assistenti AI rispondessero quando venivano chiesti di creare rapporti falsi su argomenti sensibili come frodi elettorali, colpi di stato, guerra, vaccini, cambiamenti climatici e teorie del complotto.
Il problema delle notizie false non scomparirà
Secondo l'indagine, ChatGPT ha generato la maggior parte del contenuto falso richiesto, a volte dopo solo lievi aggiustamenti ai prompt. In diversi casi, ha prodotto mock-up altamente realistici di articoli che somigliavano da vicino a quelli di organizzazioni di notizie consolidate. Un esempio includeva uno screenshot fabbricato progettato per sembrare un legittimo articolo di notizie visualizzato all'interno di un browser web su un computer desktop. In un'altra occasione, ChatGPT ha rifiutato di creare contenuti di notizie fuorvianti in testo, pur continuando a generare comunque l'immagine falsa corrispondente — una contraddizione che solleva nuove domande su quanto siano coerentemente applicate le sue misure di sicurezza.
Rachit Agarwal / Digital Trends
Il rapporto ha anche trovato un'interessante incoerenza. ChatGPT ha permesso di ricreare versioni false di diversi organi di informazione tedeschi, mentre richieste simili riguardanti pubblicazioni come The New York Times e la BBC sono state bloccate. OpenAI non ha spiegato perché esistano queste differenze. Invece, l'azienda ha dichiarato di migliorare continuamente i propri sistemi di sicurezza e ha notato che utilizzare ChatGPT per ingannare le persone viola le sue politiche.
Nessun chatbot ha ottenuto un punteggio perfetto
ChatGPT non è stato l'unico assistente AI a incontrare difficoltà. Anche Google Gemini ha creato articoli fabbricati e screenshot falsi riguardanti più organizzazioni di notizie, sebbene i risultati finali non siano stati considerati altrettanto convincenti. Google ha fatto riferimento alle sue politiche contro la disinformazione dannosa, pur riconoscendo che i sistemi di AI generativa operano ancora entro i limiti del loro addestramento. Microsoft Copilot ha anche generato contenuti in stile notizie false durante i test, sebbene in genere includesse un'etichetta "Generato da AI" e producesse design più facili da distinguere da articoli genuini.
Rachit Agarwal / Digital Trends
Meta AI si è dimostrato il più resistente in assoluto. Il chatbot ha creato solo un post falso durante i test e ha rifiutato di generare diversi prompt che includevano affermazioni false specifiche, citando le politiche aziendali relative al copyright e all'abuso. I risultati arrivano mentre le preoccupazioni riguardo alla disinformazione generata dall'AI continuano a crescere. Un recente post di notizie false circolante sui social media, progettato per somigliare a un reportage di un importante emittente tedesco, è stato creato utilizzando ChatGPT e ha ingannato brevemente gli utenti online. Esperti legali citati nell'indagine hanno avvertito che produrre notizie false altamente convincenti con l'AI potrebbe avere conseguenze gravi. A seconda di come viene utilizzato il contenuto, i creatori potrebbero affrontare potenzialmente richieste che vanno dalla diffamazione e danni reputazionali a violazioni riguardanti documenti digitali falsificati. Man mano che gli strumenti AI diventano più veloci, più economici e più accessibili, la sfida è assicurarsi che non diventino alcune delle macchine di disinformazione più efficaci di Internet.
Shimul è un collaboratore di Digital Trends, con oltre cinque anni di esperienza nel settore tecnologico.
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