I giorni di social media senza restrizioni per i bambini potrebbero essere giunti al termine.
Ciò che è iniziato come un esperimento politico in Australia si è rapidamente trasformato in un movimento globale. I governi di tutto il mondo stanno sempre più interrogandosi se i bambini debbano avere accesso illimitato ai social media, con oltre 20 paesi che ora stanno imponendo, proponendo o discutendo attivamente restrizioni basate sull'età. Secondo un conteggio dell'AFP, almeno cinque paesi hanno già restrizioni nazionali in vigore, mentre molti altri – inclusi diversi paesi europei – si stanno preparando a seguire l'esempio.
Il momentum arriva in mezzo a crescenti preoccupazioni per l'impatto dei social media sulla salute mentale dei bambini, sulla sicurezza online, sui modelli di sonno e sull'esposizione a contenuti dannosi. I responsabili politici sono anche sotto pressione per affrontare gli algoritmi di raccomandazione che creano dipendenza, il cyberbullismo e l'uso crescente di contenuti generati dall'IA che possono rendere le piattaforme online ancora più difficili da navigare per i giovani utenti.
Un numero crescente di paesi sta tracciando una linea digitale
L'Australia è diventata una delle prime grandi democrazie a introdurre una delle leggi sui social media più severe al mondo, vietando l'accesso ai bambini sotto i 16 anni a partire da dicembre 2025. Da allora, diversi paesi hanno adottato o annunciato misure simili.
In Brasile, le piattaforme devono ora verificare l'età degli utenti e collegare gli account appartenenti a bambini sotto i 16 anni a quelli dei loro genitori. L'Indonesia e la Malesia hanno introdotto restrizioni nazionali per i minori di 16 anni, mentre la Cina ha costantemente inasprito i controlli digitali dal 2019, estendendo i limiti di tempo di utilizzo da giochi online a social media e piattaforme di streaming nel 2023.
La tendenza continua altrove. La Turchia ha approvato una legislazione che vieta i social media per i minori di 15 anni a partire dalla fine del 2026, mentre gli Emirati Arabi Uniti prevedono di implementare una restrizione simile nel corso dell'anno. Secondo l'AFP, questi paesi rappresentano la prima ondata di governi che passano dalla guida dei genitori all'applicazione legale.
L'Europa sta ora diventando il prossimo campo di battaglia. Un comitato di esperti dovrebbe presentare raccomandazioni alla Commissione Europea lunedì riguardo a potenziali azioni a livello dell'UE, una mossa che potrebbe influenzare la politica digitale in tutti i 27 stati membri.
L'Europa è divisa, ma la pressione sta aumentando
Diversi paesi europei stanno già procedendo in modo indipendente invece di attendere Bruxelles. La Grecia prevede di vietare l'accesso ai social media per i bambini sotto i 15 anni a partire da gennaio 2027, mentre Austria e Slovenia stanno redigendo legislazioni simili. La Germania sta valutando restrizioni basate sull'età dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha espresso sostegno per controlli più severi, e la Svezia ha proposto di vietare i social media per i minori di 15 anni entro l'inizio del 2028.
Altrove, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Regno Unito e Canada stanno tutti esplorando leggi che innalzerebbero l'età minima per l'uso dei social media a circa 16 anni. Secondo l'AFP, Francia, Spagna, Portogallo e Italia stanno anche discutendo legislazioni che limiterebbero significativamente l'accesso dei bambini alle piattaforme online.
La discussione non è limitata all'Europa. In India, diversi stati stanno esaminando restrizioni di età, mentre il governo centrale è in discussione con le aziende di social media su possibili salvaguardie per gli utenti più giovani.
Il dibattito riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui i governi vedono i social media. Per anni, le piattaforme hanno sostenuto che i controlli parentali e l'autoregolamentazione fossero sufficienti. Sempre più, i legislatori non sono d'accordo, citando ricerche che collegano l'uso eccessivo dei social media con ansia, depressione, sonno disturbato e riduzione della capacità di attenzione tra gli adolescenti.
Se ogni proposta diventerà infine legge rimane incerto. Le questioni relative alla verifica dell'età, alla privacy, all'applicazione e alla libertà di espressione continuano a dividere i responsabili politici. Ma una cosa sta diventando chiara: l'era dell'accesso illimitato ai social media per i bambini sta subendo un controllo senza precedenti, e i prossimi anni potrebbero rimodellare fondamentalmente il modo in cui i giovani vivono Internet.
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