Maeconomy raccoglie 1,5 milioni di euro per dare ai materiali da costruzione un'identità digitale
La startup olandese sta affrontando uno dei problemi più ostinati dell'edilizia: il fatto che la maggior parte dei materiali da costruzione manca di tracciabilità, rendendoli impossibili da riutilizzare quando una struttura viene demolita o ristrutturata. Maeconomy, una startup olandese, ha raccolto 1,5 milioni di euro per costruire una piattaforma che trasforma i materiali da costruzione in asset circolari auditabili e monetizzabili. I Paesi Bassi sono stati uno dei mercati leader in Europa per il pensiero sulla costruzione circolare, e il problema che Maeconomy sembra affrontare è di natura strutturale.
I rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano il più grande flusso di rifiuti singolo nell'UE per peso, eppure la stragrande maggioranza dei materiali rimossi dagli edifici viene riciclata in macerie a basso valore piuttosto che recuperata per il riutilizzo, poiché non esiste un registro affidabile di quali siano quei materiali, da dove provengano o in quale condizione si trovino.
La soluzione che Maeconomy sta costruendo è una variante di ciò che l'industria edilizia chiama passaporto dei materiali, un registro di identità digitale per ciascun componente materiale in un edificio. Il concetto esiste da anni: aziende olandesi, tra cui Madaster, hanno costruito piattaforme di registrazione per passaporti dei materiali, e l'approccio è stato sperimentato su edifici per uffici ad Amsterdam e su progetti commerciali a Londra.
Ciò che distingue Maeconomy è che la sua piattaforma è progettata non solo per registrare i materiali, ma per renderli "auditabili" e "monetizzabili", incorporando la dimensione finanziaria del valore residuo dei materiali direttamente nel registro degli asset, in modo che i proprietari degli edifici possano trattare le loro strutture come banche di materiali con valore futuro quantificabile e commerciabile.
Il settore delle costruzioni olandesi rappresenta il 50% di tutto il consumo di materie prime nei Paesi Bassi, e il governo ha un obiettivo per il 2030 di dimezzare l'uso di nuove materie prime. La pressione normativa europea sta intensificandosi: i nuovi edifici in diversi mercati dell'UE sono sempre più soggetti a requisiti riguardanti il design circolare, e i passaporti dei materiali stanno passando da una prassi volontaria a una documentazione obbligatoria in alcune giurisdizioni.
Una piattaforma che rende leggibile il valore finanziario dei materiali da costruzione e auditabile per investitori, assicuratori o controparti di rivendita, colma un reale divario tra l'ambizione della politica di costruzione circolare e l'infrastruttura commerciale necessaria per farla funzionare su larga scala.
Pubblicato il 10 aprile 2026 - 7:20 am UTC
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